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Śaṅkara

आदि शङ्कर

India

Kalady, India · ca. 788–820

Oceano fermo, onde lucenti: l’apparenza sul fondo unico.
Brahman e māyāOceano fermo, onde lucenti: l’apparenza sul fondo unico.Murales del Kerala
Brahman è reale, il mondo è apparenza, il sé è Brahman.

Monista dell’Advaita. Commenta Upanishad, Brahmasūtra, Gītā. L’Assoluto è non-duale; il mondo è māyā; liberazione è riconoscere «tat tvam asi». Metodo: superimposizione e negazione. Polemizza con ritualisti, buddhisti, dualisti. Paralleli (e distanze) con Spinoza e Parmenide.

Advaita VedāntaMāyāNeti netiIdentità Ātman-Brahman

Scuole

Assi tematici

Posizioni

Concetti

Dualismi e trialismi

  • Uno / Molti

    Parmenide e Śaṅkara: l’essere è uno. Atomisti e nominalisti: solo individui. Il Dao genera i diecimila esseri senza cessare di essere uno.

  • Ātman / Anātman

    Il Vedānta riconosce un Sé identico a Brahman; il Buddha nega un sé sostanziale. Il dualismo più netto del canone indiano.

  • Brahman / Māyā

    L’Assoluto è reale; il mondo fenomenico è apparenza. Per Śaṅkara liberarsi è togliere questa superimposizione.

  • Trimūrti

    Tre funzioni del divino nel hinduismo. Non politeismo ingenuo: un ciclo di manifestazione.

  • Sat-cit-ānanda

    Tre «aspetti» di Brahman nell’Advaita: non parti, ma modi di indicare l’Assoluto.

Affinità

Opere (1)